Coding e programmazione

Coding: la palestra del pensiero computazionale

Il pensiero computazionale è tutt’altro che arido e schematico e non è legato soltanto e semplicemente all’informatica come molti sono portati a pensare. In realtà, è un concetto molto più ampio: è un’abilità (come scrivere, leggere e fare calcoli) che permette di acquisire elasticità mentale e capacità di risolvere problemi. L’attività di coding è la palestra in cui sviluppare e potenziare tale abilità.

Che cosa è il coding

Coding è un termine inglese traducibile in italiano con la parola programmazione, ma in realtà non è soltanto questo. Il coding, al di là del significato tradizionale,  è lo “strumento” più efficace e divertente per sviluppare il pensiero computazionale. La pratica del coding potenzia il pensiero computazionale e permette di farlo in qualunque ambito disciplinare, non necessariamente in informatica e matematica, in altre parole il coding è per tutti.

Cosa significa programmare?

Programmare vuol dire fornire istruzioni a un esecutore che non ha  un’intelligenza propria, permette, in altre parole, di comunicare e interagire con alcuni particolari oggetti definiti “smart“, contenenti al loro interno un microprocessore, ovvero, un circuito elettrico dalle dimensioni molto ridotte, in grado di interpretare ed eseguire istruzioni ad una velocità elevatissima.

Le istruzioni dovranno essere molto semplici e chiare, e dovranno essere fornite all’esecutore  una per volta in maniera sequenziale, ma anche in modo esaustivo, cioè senza tralasciare nessun dettaglio. L’insieme delle istruzioni fornite all’oggetto smart (PC, tablet, telefonino, auto, televisore, etc.)  affinché esegua un qualche compito, è detto programma.

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Che cos’è un linguaggio di programmazione?

E’ il linguaggio utilizzato per comunicare con gli oggetti. L’unico linguaggio che un oggetto smart è in grado di comprendere è il linguaggio macchina o linguaggio binario, perché composto soltanto da due “simboli”: 0 e 1. Il linguaggio macchina è, però, troppo complicato da usare per un essere umano. Il programmatore usa linguaggi testuali con istruzioni scritte in inglese che successivamente saranno, automaticamente, tradotte nel linguaggio binario o linguaggio delle cose.

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Esistono, tuttavia, dei linguaggi visuali che permettono di comporre graficamente le istruzioni da fornire alle cose. Questi linguaggi, essendo molto semplici ed intuitivi, sono un buon punto di partenza per imparare a programmare e dunque perfetti come base del coding e dello sviluppo del pensiero computazionale.

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Ma cos’è il pensiero computazionale?

Il pensiero computazionale è una capacità trasversale che va sviluppata il prima possibile, non è solo per informatici e programmatori. Programmare è il modo migliore per acquisirlo. Il pensiero computazionale serve a trasformare una intuizione in un procedimento costruttivo che ci porti alla soluzione di un problema. Tale soluzione, inoltre, sarà talmente generica, da riuscire a  riutilizzare quel ragionamento e quel procedimento ogni volta che ci troveremo ad affrontare un problema analogo.

Il pensiero computazionale è per tutti

Vivendo in un mondo che cambia, si trasforma, evolve sempre più rapidamente, oggi più che mai, è necessario “imparare a imparare”. E’ essenziale, cioè, acquisire un atteggiamento di lifelong learning, ovvero, una attitudine mentale “elastica” che permetta di affrontare problemi ogni volta diversi e per fare ciò, abbiamo bisogno di una nuova abilità.

Il pensiero computazionale aiuta a sviluppare competenze logiche e capacità di risolvere problemi in modo creativo ed efficiente, migliorando quelle capacità di pensiero che contribuiscono all’apprendimento e alla comprensione e fornisce la capacità di ideare un procedimento concreto e fattivo che conduca al raggiungimento di un obiettivo.

Guido Mondelli

Docente formatore informatico

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